Inferno Canto 1 ParafrasiInferno Canto 1 Parafrasi

By | February 11, 2023

# Inferno Canto 1 Parafrasi *Nel mezzo del cammin di nostra vita* Dante Alighieri, nella celebre ouverture dell'Inferno, usa un linguaggio chiaro e diretto per descrivere il suo smarrimento in una selva oscura, metafora della sua situazione spirituale. Il poeta si trova a metà del suo cammino terreno, intorno ai trentacinque anni, e si ritrova in un luogo desolato e pericoloso. *mi ritrovai per una selva oscura* La selva oscura rappresenta l'errore e il peccato, che allontanano l'uomo da Dio. Dante si sente smarrito e solo, senza una guida che lo illumini. *ché la diritta via era smarrita* La diritta via è la strada della virtù e della salvezza, che Dante ha smarrito a causa delle sue debolezze e dei suoi peccati. *Ahi quanto a dir qual era è cosa dura* Dante fatica a descrivere la selva oscura, tanto è terribile e angosciosa. *esta selva selvaggia e aspra e forte* La selva è selvaggia, aspra e forte, come i peccati che tormentano l'anima di Dante. *che nel pensier rinnova la paura!* Il ricordo della selva oscura rinnova in Dante la paura e l'angoscia che ha provato in quel luogo. *Tanto è amara che poco è più morte* La selva oscura è così terribile che è poco più amara della morte. *ma per trattar del ben ch'i' vi trovai,* Ma Dante decide di raccontare la sua esperienza nella selva oscura, perché in essa ha trovato anche qualcosa di buono. *dirò dell'altre cose ch'i' v'ho scorte.* Dante racconterà anche le altre cose che ha visto nella selva oscura, oltre alle sue sofferenze e alla sua paura. *Io non so ben ridir com'i' v'intrai,* Dante non ricorda bene come sia entrato nella selva oscura, tanto è confusa la sua mente. *tant'era pien di sonno in su quel punto* Dante era sopraffatto dal sonno quando è entrato nella selva oscura, e questo ha contribuito al suo smarrimento. *che la verace via abbandonai.* Il sonno ha allontanato Dante dalla vera strada, quella della virtù e della salvezza. *Quando fui al piè d'un colle, giunto* Dante, dopo aver vagato a lungo nella selva oscura, arriva ai piedi di un colle, che rappresenta la speranza di salvezza. *là dove terminava quella valle* La valle rappresenta il peccato e l'errore, che Dante sta lasciando alle spalle. *che m'avea di paura il cor compunto.* La selva oscura ha riempito il cuore di Dante di paura e di angoscia. *Guardai in alto, e vidi le sue spalle* Dante guarda in alto e vede le spalle del colle, che si ergono verso il cielo, simbolo di speranza e di salvezza. *vestite già de' raggi del pianeta* Le spalle del colle sono già illuminate dai raggi del sole, che rappresentano la grazia divina. *che mena dritto altrui per ogne calle.* La luce del sole guida gli uomini verso la salvezza, illuminando il loro cammino. *Allor fu la paura un poco queta,* La paura di Dante si placa leggermente quando vede la luce del sole. *che nel lago del cor m'era durata* La paura aveva riempito il cuore di Dante come un lago, ma ora inizia a diminuire. *la notte ch'io passai con tanta pieta.* Dante aveva trascorso la notte nella selva oscura, pieno di paura e di angoscia. *E come quei che con lena affannata,* Dante si sente come un viaggiatore esausto, che finalmente vede la fine del suo viaggio. *uscito fuor del pelago alla riva,* Dante è uscito dal mare tempestoso della selva oscura ed è arrivato alla riva della salvezza. *si volge all'acqua perigliosa e guata,* Il viaggiatore si volta indietro e guarda il mare tempestoso che ha attraversato. *così l'animo mio, che ancor fuggiva,* Anche l'animo di Dante si volta indietro e guarda la selva oscura, che ha lasciato alle spalle. *si volse a retro a rimirar lo passo* Dante si volta indietro e guarda il cammino che ha percorso nella selva oscura. *che non lasciò giammai persona viva.* La selva oscura è un luogo pericoloso, dal quale nessuno è mai uscito vivo. *Poi ch'èi posato un poco il corpo lasso,* Dante si riposa un poco, dopo lo sforzo di attraversare la selva oscura. *ripresi via per la piaggia diserta,* Dante riprende il suo cammino sulla spiaggia deserta, che rappresenta la via della salvezza. *sì che il piè fermo sempre era il più basso.* Dante procede con cautela, mettendo un piede davanti all'altro. *Ed ecco, quasi al cominciar dell'erta,* Dante sta arrivando alla cima del colle, che rappresenta la salvezza. *una lonza leggiera e presta molto,* Dante vede una lonza, un animale selvatico, che rappresenta la lussuria. *che di pel maculato era coverta.* La lonza è maculata, come la lussuria che macchia l'anima degli uomini. *E non mi si partia dinanzi al volto,* La lonza non si allontana da Dante, ma gli si para davanti, ostacolandogli il cammino. *anzi 'mpediva tanto il mio cammino,* La lonza impedisce a Dante di proseguire il suo cammino verso la salvezza. *ch'i' fui per ritornar più volte volto.* Dante è tentato di tornare indietro, ma poi decide di proseguire. *Temp'era dal principio del mattino,* È l'alba, il momento in cui tutto inizia. *e 'l sol montava 'n su con quelle stelle* Il sole sta sorgendo, insieme alle stelle che lo accompagnano. *ch'eran con lui quando l'Amor divino* Le stelle sono quelle che erano presenti alla creazione del mondo, quando Dio creò l'universo con amore. *mosse di prima quelle cose belle.* Dio creò il mondo con amore, e le stelle sono testimoni di questa creazione. *Sì ch'a bene sperar m'era cagione* La bellezza del mattino e la presenza delle stelle danno a Dante speranza. *di quella fiera a la gaetta pelle,* Dante spera di poter superare la lonza e arrivare alla salvezza. *l'ora del tempo e la dolce stagione;* L'ora del tempo è l'alba, il momento in cui tutto inizia. La dolce stagione è la primavera, il momento in cui la natura si risveglia. *ma non sì che paura non mi desse* Anche se Dante ha speranza, non è completamente privo di paura. *la vista che m'apparve d'un leone.* Dante vede un leone, che rappresenta la superbia. *Questi parea che contra me venisse* Il leone sembra venire incontro a Dante, come se volesse attaccarlo. *con la test'alta e con rabbiosa fame,* Il leone ha la testa alta e una fame rabbiosa, come se volesse divorare Dante. *sì che parea che l'aere ne tremesse.* Il leone è così feroce che sembra che l'aria tremi al suo passaggio. *Ed una lupa, che di tutte brame* Dante vede anche una lupa, che rappresenta l'avarizia. *sembrava carca ne la sua magrezza,* La lupa è magra, ma sembra piena di desiderio. *e molte genti fe' già viver grame.* La lupa ha causato molta sofferenza alle persone.


Canto 1 Inferno Parafrasi E Riunto

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